Funghi e castagne: l’autunno ha il sapore dei Castelli Romani

Funghi porcini e castagne nei boschi dei Castelli Romani in autunno

C’è un momento in cui ai Castelli Romani basta entrare in un bosco per capire che la stagione è cambiata: l’odore della terra bagnata, le foglie che cominciano a scricchiolare sotto i piedi e i ricci delle castagne lungo i sentieri annunciano l’arrivo dell’autunno. E poi ci sono loro, i più cercati: i funghi porcini, protagonisti dei boschi e soprattutto delle tavole.

Se l’estate ai Castelli Romani significa laghi, terrazze e serate all’aperto, l’autunno ha tutto un altro sapore: è il periodo dei boschi, delle passeggiate con una giacca in più, delle trattorie in cui tornano i piatti fumanti e di quelle giornate in cui una gita fuori porta può cominciare tra gli alberi e finire davanti a un piatto di fettuccine ai porcini.

Ma quando arrivano i porcini ai Castelli Romani? Il territorio del Parco Regionale dei Castelli Romani è particolarmente ricco di ambienti boschivi e l’autunno è uno dei momenti in cui il sottobosco offre la maggiore varietà di funghi. Il Parco segnala la presenza di numerose specie fungine già a partire da settembre, e ricorda come proprio i porcini siano tra le specie più ricercate.

Non è un caso che da queste parti il porcino sia diventato quasi un simbolo dell’arrivo della nuova stagione. Le prime piogge, unite a temperature ancora relativamente miti, possono creare le condizioni favorevoli alla sua crescita e il fungo torna così nei menu di ristoranti e trattorie: con la pasta fresca, nei risotti, sulla polenta o semplicemente cucinato in padella. Per chi invece preferisce avventurarsi personalmente alla ricerca dei funghi, è importante ricordare che la raccolta non è una passeggiata improvvisata: nel Lazio è regolamentata e il Parco raccomanda di non affidarsi al semplice riconoscimento visivo delle specie, perché anche funghi apparentemente familiari possono essere confusi con varietà tossiche.

E poi arrivano le castagne, perché se i porcini sono il tesoro nascosto sotto le foglie, per trovare l’altro grande protagonista dell’autunno ai Castelli Romani basta alzare lo sguardo. Il castagno è infatti la specie arborea predominante nei boschi del Parco e ha segnato profondamente il paesaggio e l’economia di questo territorio. Con l’autunno arrivano le castagne e con loro uno dei riti più semplici della stagione: le caldarroste. A Rocca di Papa esiste persino una varietà locale, la Rocchicianella, una castagna di piccole dimensioni e dal gusto dolce alla quale il paese dedica ogni anno la tradizionale Sagra delle Castagne. La festa si tiene dalla fine degli anni Settanta e richiama visitatori con caldarroste, vino locale, gastronomia e iniziative nel borgo.

Ma anche senza aspettare una sagra in questo periodo il castagno è praticamente ovunque: nei boschi tra Rocca di Papa, Monte Cavo e le alture dei Colli Albani, le foglie passano dal verde alle sfumature del giallo, dell’arancio e del rosso e trasformano una semplice passeggiata in uno dei modi più belli per vivere i Castelli Romani fuori stagione. Ed è forse questa la parte migliore: funghi e castagne sono una scusa perfetta per costruire un intero weekend. Si può partire al mattino verso i boschi, camminare tra i castagneti e godersi il foliage senza il caldo dell’estate. Le temperature più miti rendono l’autunno particolarmente adatto alle escursioni e la rete sentieristica del Parco permette di scegliere percorsi differenti per lunghezza e difficoltà.

Poi arriva il momento di sedersi a tavola. Ed è qui che l’autunno castellano dà il meglio di sé: porcini, castagne, vino dei Castelli Romani, pasta fresca, carni e ricette della cucina laziale sembrano fatte apposta per essere mangiate quando fuori comincia a fare fresco.

Nel pomeriggio si può cambiare completamente scenario, raggiungendo un borgo, il Lago di Nemi o il Lago Albano, oppure tornando verso Velletri attraversando una campagna che in questa stagione assume colori e ritmi molto diversi da quelli estivi.

Non servono quindi grandi programmi: a volte bastano un paio di scarpe comode, una strada che entra nel bosco e la promessa di un buon pranzo alla fine della passeggiata. È questa, infatti, la stagione in cui i Castelli Romani mostrano al meglio la propria anima: meno frenetica, più raccolta e profondamente legata alla terra. Funghi porcini e castagne diventano così molto più di due prodotti autunnali e diventano il filo conduttore di giornate trascorse tra boschi, borghi e tavole apparecchiate, a pochi chilometri da Roma.

Per chi vuole concedersi qualcosa di più di una gita in giornata, La Locanda del Pellegrino a Velletri o Al Castello De Farro di può diventare la base da cui partire alla scoperta dei Castelli Romani d’autunno, lasciando che siano il meteo, il bosco e magari il menu del giorno a decidere la prossima tappa.

Search

Settembre 2026

  • L
  • M
  • M
  • G
  • V
  • S
  • D
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • 25
  • 26
  • 27
  • 28
  • 29
  • 30

Ottobre 2026

  • L
  • M
  • M
  • G
  • V
  • S
  • D
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • 25
  • 26
  • 27
  • 28
  • 29
  • 30
  • 31
0 Adulti
0 Bambini
Pets
Dimensione
Prezzo
Servizi inclusi